Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ancona

Vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti

Presso il Ministero dell'Interno è istituito il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso per assicurare a chiunque abbia subito danni derivanti da fatti di criminalità organizzata di tipo mafioso il pagamento delle somme liquidate in giudizio con sentenza a titolo di risarcimento danni, di provvisionale e di rimborso delle spese di giudizio attraverso l'intervento diretto dello Stato.
 
Il Prefetto verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti per la liquidazione delle somme richieste e, ove necessario,  integra la documentazione istruttoria. Il Prefetto esprime un parere circa la sussistenza dei requisiti per l'accesso al Fondo e trasmette  tutta la documentazione al Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.
 
Il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà, delibera sulle domande. 
Per effetto della legge 7 luglio 2016, n.122, sono state attribuite al Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso (ora Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti) e, quindi, al Commissario che lo presiede, nuove specifiche competenze in materia di "vittime dei reati intenzionali violenti".
Nello specifico, l'indennizzo è elargito in favore della vittima di un reato doloso commesso con violenza alla persona e comunque del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (il c.d. caporalato) per la rifusione delle spese mediche e assistenziali, salvo che per i reati di violenza sessuale e di omicidio, a favore delle cui vittime ovvero degli aventi diritto, esso è comunque elargito anche in assenza di spese mediche e assistenziali.
La legge 20 novembre 2017, n.167, ha esteso l'indennizzo previsto dall'art.11 della legge 7 luglio 2016, n.122, alle sole vittime dei reati intenzionali violenti commessi successivamente al 30 giugno 2005, data di entrata in vigore della direttiva europea 2004/80/CE.
Le questioni applicative concernenti la normativa in argomento sono state chiarite dal Ministero dell'interno con la circolare n.43 del 04.01.2018 , consultabile anche su questo sito (vd. sotto).
 

Dirigente Dell'Area:Dott.ssa Francesca PICCOLO
Email Dirigente Dell'Area: francesca.piccolo(at)interno.it

Vittime

Orari di ricevimento:
  • Lunedì dalle 09:00 alle 12:00
  • Martedì dalle 09:00 alle 12:00
  • Giovedì dalle 09:00 alle 12:00
Ubicazione dell'Ufficio: Piazza del Plebiscito 13
Email dell'ufficio:
Telefono:

Chi può fare la richiesta
 
Tutti coloro che hanno subito danni in conseguenza di reati di tipo mafioso, siano essi persone fisiche (o i loro eredi) o enti (pubblici o privati).
 
Presupposti e i requisiti dell'istante  per l'accesso al Fondo:
 
1. avere ottenuto in proprio favore, successivamente al 30 settembre 1982, una sentenza definitiva di condanna al risarcimento e/o alla rifusione delle spese di costituzione e difesa nei confronti di soggetti imputati dei reati indicati all'art. 4, comma 1 (delitto di cui all'art. 416-bis c.p.; delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis; delitti commessi al fine di agevolare l'attività delle associazioni di tipo mafioso), ovvero una sentenza, anche non definitiva, di condanna al pagamento di una provvisionale per i medesimi reati, ovvero sentenza civile di liquidazione del danno derivato dalla consumazione dei predetti reati, accertati in giudizio penale;
 
2. non aver riportato condanne, con sentenza definitiva, per uno dei reati di cui all'art. 407, comma 2 lett. a) del codice di procedura penale, né essere destinatario di una misura di prevenzione, ai sensi della legge 31.5.1965, n. 575, applicata in via definitiva o avere in corso procedimenti relativi all'applicazione della stessa.
 
 
 
Cosa fare
 
La domanda di accesso al Fondo, in carta semplice, unitamente alla documentazione richiesta deve essere presentata direttamente o inviata con plico raccomandato con avviso di ricevimento al Prefetto della provincia di residenza del richiedente, ovvero in quella in cui ha sede l'Autorità Giudiziaria che ha emesso la sentenza.
 
Documentazione richiesta
 
1. Domanda per l'accesso al fondo di solidarietà
 
2. Copia autentica dell'estratto della sentenza
 
 
Riferimenti normativi
 
  • Legge n. 512 del 22.12.1999
  • D.P.R. 28 maggio 2001, n. 284
 
 
Per ulteriori informazioni, chiarimenti e assistenza ai fini dell'accesso al Fondo:
 
chiama il Numero Verde 800 191 000 attivo presso l'Ufficio del Commissario dalle ore 9.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì;
 
 
 
 
E' stata pubblicata la relazione annuale sull'attività svolta dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti e dall'Ufficio del Commissario per l'anno 2018.
 
 
 

Data pubblicazione il 26/09/2006
Ultima modifica il 26/03/2019 alle 12:29

 
Torna su